Domande poste di frequente

Al fine di aumentare il numero di donazioni, nel 2013 il Consiglio federale ha avviato il piano d’azione «Più organi per i trapianti». In collaborazione con i Cantoni ad esempio è stata migliorata la formazione del personale specializzato, sono state introdotte in tutta la Svizzera direttive e liste di controllo uniformi e l’informazione è stata intensificata. In tal modo è stato possibile incrementare man mano il numero di donazioni di organi. A confronto con altri Paesi dell’Europa occidentale tuttavia questa cifra è ancora bassa. Alcuni sondaggi indicano d’altro canto che la maggior parte della popolazione svizzera è in linea di massima favorevole alla donazione di organi. Pertanto il Consiglio federale e il Parlamento vogliono disciplinare in maniera diversa la donazione di organi.   

Ci si aspetta un’influenza positiva sul tasso di donazioni. L’obiettivo è chiaramente quello di stimolare un ampio dibattito pubblico sulla donazione di organi, come accade ad esempio in Francia. Nella maggior parte dei paesi europei con in vigore il modello del consenso presunto in senso lato, il tasso di donazione è più alto rispetto alla Svizzera.

In caso di emergenza, su 10 discussioni con i familiari condotte oggi:
– In Svizzera risultano in 6 casi un no, in 4 casi un sì
– In Francia risultano in 2 casi un no, in 8 casi un sì

Il consenso presunto in senso lato ha quindi il potenziale di raddoppiare il volume delle donazioni. In generale, le cifre delle donazioni nei paesi dell’Europa occidentale con il modello del consenso presunto sono da due a tre volte più alte rispetto al volume delle donazioni in Svizzera o in Germania, dove attualmente vige anche il modello del consenso in senso lato.

In assenza di una dichiarazione di volontà documentata, si presuppone che l’interessato approvi in linea di massima la donazione di organi.
Qualora le volontà non siano note o i familiari non siano rintracciabili, gli organi non vengono espiantati.

Il Parlamento aveva tre opzioni a disposizione: approvare l’iniziativa, rifiutare l’iniziativa e rimanere con lo status quo, o trovare una controproposta nel senso di un compromesso. Il Parlamento ha optato per la terza opzione. Che vi sia una necessità di agire è praticamente indiscusso. I fatti parlano chiaramente: troppo spesso vi sono persone che muoiono in Svizzera perché non è stato possibile trovare un organo adatto entro il tempo necessario. In Commissione si sono tenute approfondite audizioni e i membri sono stati informati sui vantaggi e gli svantaggi delle varie soluzioni e sugli aspetti legali ed etici associati. Sono state discusse varie opzioni. A favore o contro l’uno o l’altro erano gli aspetti dell’etica o del ruolo dei familiari, così come quelli della praticabilità. Per quest’ultima ragione, il Consiglio nazionale ha respinto, per esempio, un cosiddetto “regolamento di dichiarazione”, secondo il quale tutte le persone che vivono in Svizzera dovrebbero depositare una dichiarazione e questa verrebbe inserita in un registro nazionale.

Attraverso questa soluzione rimarrebbero tuttavia aperte domande come: Chi è responsabile della dichiarazione? Se sono i medici di famiglia, come si fa a raggiungere le persone sane che raramente vanno dal medico? Chi si incarica del controllo? Chi paga i costi di 160 milioni all’anno (per sondaggi ogni tre anni)?

 

Al fine di poter documentare la dichiarazione di volontà in modo semplice, sicuro e conforme alle norme di protezione dei dati la Confederazione intende istituire un nuovo registro. Ognuno può indicarvi se rifiuta di donare organi dopo la sua morte. Può anche confermarvi di essere disposto a farlo o limitare il consenso solo a determinati organi. L’interessato può modificare l’iscrizione in ogni momento. (Spiegazioni del Consiglio federale – Votazione popolare del 15.05.2022).

Come per il certificato Covid, sussiste una soluzione statale. Swisstransplant mantiene il suo ruolo di coordinatore nel processo di donazione e trapianto di organi.

 

Come dichiarato dal Tribunale federale ha dichiarato in DTF 98 Ia 508 e DTF 123 I 112, E. 7b/aa, il modello del consenso presunto in senso lato è ammissibile a condizione che la popolazione e i familiari dei donatori siano stati informati della possibilità di rifiutare il prelievo di organi e tessuti. Il modello del consenso presunto è considerato come principalmente ammissibile anche da una prospettiva costituzionale.

Il modello del consenso presunto e il progetto di legge elaborato sono proporzionati, in quanto (1) è adatto ad aumentare il tasso di donazione di organi e quindi a salvare vite. Come dimostrato da numerosi studi, il tasso di donazione di organi in Svizzera è basso, nonostante gli sforzi fatti attraverso una buona campagna dell’UFSP per aumentare il tasso di donazione di organi secondo il modello del consenso in senso lato. Il nuovo modello è adatto anche perché indagini fondate hanno dimostrato che una notevole maggioranza della popolazione è positiva alla donazione di organi ma non ha documentato la sua volontà, cosa che si assume nell’attuale soluzione di consenso in senso lato. Con il modello del consenso presunto in senso lato, questo problema potrebbe essere evitato.

Poiché ogni settimana muoiono persone in lista d’attesa e uno sguardo all’estero, dove già si applica il modello del consenso presunto in senso lato, mostra che l’introduzione di questa soluzione porta ad un aumento del tasso di donazione di organi, anche questa misura è necessaria (2). Inoltre, con il modello del consenso presunto in senso lato, la proporzionalità in senso stretto (3) è accettata, poiché rimane vigente la possibilità di opporsi alla donazione di organi ed è ragionevole che le persone si oppongano al prelievo di organi se lo desiderano quando sono disponibili le informazioni pertinenti.

Il modello del consenso presunto in senso lato è nell’interesse pubblico, poiché si prevede di aumentare il tasso di donazione degli organi. Questo è un legittimo interesse pubblico. Il modello del consenso presunto in senso lato è proporzionato e soddisfa le esigenze dell’articolo 36 della Costituzione federale se si tiene conto degli obblighi di istruzione e di informazione.

Fonte: Rapport explicatif sur le contre-projet indirect du Conseil fédéral à l’initiative populaire « Pour sauver des vies en favorisant le don d’organes » (version pour la procédure de consultation, septembre 2019) (PDF, 627 kB, 13.09.2019)

Come nella normativa attuale, le persone che hanno compiuto 16 anni possono determinare autonomamente se vogliono donare organi o meno. I genitori continuano a decidere per chi non ha ancora compiuto 16 anni, ma nel farlo devono tener conto dell’opinione del figlio.

(Spiegazioni del Consiglio federale – Votazione popolare del 15.05.2022)

La popolazione deve essere informata del passaggio al modello del consenso presunto. Pertanto la legge prescrive di informare in modo esauriente e sistematico sulla nuova normativa. L’informazione deve raggiungere tutti i gruppi della popolazione ed essere presentata in modo che sia accessibile e comprensibile anche per le persone con disabilità. 

(Spiegazioni del Consiglio federale – Votazione popolare del 15.05.2022)

I presupposti clinici necessari per una donazione di organi restano gli stessi di oggi: 

  • solo le persone che muoiono nel reparto di cure intensive di un ospedale possono donare organi; 
  • il decesso deve essere accertato senza ombra di dubbio da due medici; 
  • prima di un prelievo sono eseguiti provvedimenti medici preparatori.

( Spiegazioni del Consiglio federale – Votazione popolare del 15.05.2022.)

La donazione di organi può avvenire solo in caso di morte cerebrale. Due medici (neurologia) indipendenti dal processo di donazione eseguono la diagnosi di morte cerebrale usando il principio dei 4 occhi – secondo criteri rigorosamente definiti dall’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM). In Svizzera, come per tutte le operazioni, l’anestesia è utilizzata per

il prelievo degli organi: l’espianto degli organi avviene sotto anestesia. Il cervello e il tronco cerebrale hanno completamente e irrevocabilmente perso le loro funzioni. L’intero cervello non è più irrorato di sangue. Il midollo spinale, che attiva i riflessi, funziona ancora. Questo può portare a forti riflessi e contrazioni in un donatore cerebralmente morto, cosa che può essere evitata con l’anestesia generale. Inoltre, il sistema nervoso autonomo funziona ancora. Questo significa che quando si applicano forti stimoli di dolore al corpo, la pressione sanguigna e il polso aumentano, anche se la percezione centrale nel cervello non ha più luogo. Questo effetto può anche essere evitato con l’anestesia generale.

La modifica della legge sui trapianti è il controprogetto indiretto del Consiglio federale e del Parlamento all’iniziativa popolare «Favorire la donazione di organi e salvare vite umane». Anche quest’ultima chiede l’introduzione del consenso presunto, ma non disciplina il ruolo dei congiunti. Il comitato promotore ne ha deciso il ritiro a condizione che entri in vigore il controprogetto. Il referendum contro quest’ultimo è riuscito, pertanto la modifica di legge è sottoposta al voto del Popolo. Se è accettata, il Consiglio federale la metterà in vigore e l’iniziativa popolare sarà definitivamente ritirata. Se invece la modifica di legge è respinta, avrà luogo la votazione sull’iniziativa popolare «Favorire la donazione di organi e salvare vite umane», a meno che il comitato promotore non la ritiri definitivamente. 

(Spiegazioni del Consiglio federale – Votazione popolare del 15.05.2022)